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La cavalcata di Sant'Oronzo

mercoledì 7 novembre 2012

La cavalcata di Sant'OronzoCittà di luce, colori e profumi generati dal suo territorio che dall' ultimo lembo della murgia Meridionale si estende verso la piana degli ulivi per raggiungere le coste del mare Adriatico. Offre ai visitatori storia, architettura, cultura, folklore, aria salubre e sapori mediterranei.
Alta sul livello del mare m. 240, è distante dalla costa circa 6,5 Km; offre spiagge stupende, che grazie alla loro bellezza naturale, alla qualità delle acque, ai servizi, alle misure di sicurezza ed aducazione ambientale la F.E.E. le ha assegnato ancora una volta la badiera Blu.
Ostuni, chiamata anche la Città Bianca per il suo Centro storico (nucleo Medioevale racchiuso da torri e mura di epoca angioina), spicca su un altopiano isolato delle murge con le sue case candide di latte di calce, è un belvedere con le sue finestrelle ammonticchiate sulle pareti, visibile da tutta la costa cha va da Fasano a Torre Santa Sabina di Carovigno.
La cavalcata di sant'Oronzo è la festa più attesa e importante di Ostuni. Ogni anno il 25, 26 e 27 di agosto, sono giorni dedicati al santo: un corteo di cavalli e cavalieri bardati a festa, sfila per le vie cittadine a scorta del protettore della città. Le origini della cavalcata erano incerte fino a pochi anni addietro. Si possono oggi far risalire, con buon margine di sicurezza, alla seconda metà del diciassettesimo secolo, precisamente al 1657. La peste invase il Salento risparmiando Ostuni ed altre città di Terra d'Otranto. Il miracolo venne attribuito a sant'Oronzo ed ogni 26 agosto gli ostunesi vollero recarsi in processione al santuario eretto in suo onore. Lì prelevavano la statua in cartapesta raffigurante il santo, e la portavano a spalla nella piazza del paese. Spesso gli addobbi sono tramandati di generazione in generazione così come i gesti e i piccoli indispensabili segreti. L'intero nucleo familiare si dedica alla vestizione, spesso aiutato da parenti e amici. Uno degli addobbi più importanti, è costituito dal bellissimo mantello arabescato con centinaia di paillettes applicate una ad una con certosina pazienza. La vestizione continua con finimenti e fregi di vario tipo e grandezza. Anche il cavaliere indossa l'uniforme costituita dal chepì e da una casacca che ricordano i motivi del mantello del cavallo e da pantaloni bianchi. La vestizione del cavaliere è anch'essa molto accurata e ricorda per certi aspetti, quella del torero. Gli ultimi dettagli, i guanti bianchi, il frustino ed ecco cavallo e cavaliere diventare un'unica entità. Il nostro cavaliere con la sua cavalcatura, si avvia come tutti gli altri, verso il punto di incontro, piazza Cattedrale, inerpicandosi lungo l'omonima salita. Una volta arrivati in piazza cattedrale, cavalli e cavalieri attendono che la statua di sant'Oronzo venga portata fuori dalla chiesa madre.